Per
un futuro sostenibile
L'energia solare è una risorsa pulita e rinnovabile,
indispensabile per ogni forma di vita sulla terra. Oggi è
possibile anche trasformarla in energia elettrica grazie ad alcuni
materiali come il silicio, che, una volta installati in appositi
moduli, se colpiti dalla luce solare producono energia elettrica. I
pannelli solari così costituiti consentono di ottenere una
fonte perpetua di energia, utilizzabile in qualsiasi contesto,
dall'illuminazione al riscaldamento.
Da un punto di vista economico essi si rivelano una fonte alternativa
assai preziosa, che via via sta trovando rapidamente il favore di
consumatori privati, imprese, pubbliche amministrazioni.
Da un punto di vista ambientale gli impianti fotovoltaici riducono la
domanda di energia da altre fonti tradizionali, contribuendo
sensibilmente alla riduzione dell'inquinamento atmosferico e
dell'effetto serra [non vi sono le emissioni di anidride carbonica
generate altrimenti dalle centrali termoelettriche).
Da un punto di vista paesaggistico la modularità dei
pannelli solari consente di integrare i moduli sulle superfici
esistenti delle abitazioni, normalmente sui tetti. L'efficienza
tecnologica raggiunte negli ultimi anni, permette di utilizzare moduli
dalle dimensioni sempre minori, così che l'impatto
ambientale e paesaggistico sia pertanto nullo. Tutti i prodotti
Orosolare sono stand alone e non necessitano di scavi, tubi e cavi per
gli allacciamenti.
Kyoto
Il protocollo di Kyoto è un atto esecutivo che contiene
obiettivi legalmente vincolanti e decisioni sulla attuazione operativa
di alcuni degli impegni della Convenzione Quadro sui Cambiamenti
Climatici (United Nation Framework Convention on Climate Change)
firmato nel dicembre del 1997
a conclusione della terza sessione plenaria della Conferenza delle
parti (COP3).
Il Protocollo impegna i paesi industrializzati e quelli a economia in
transizione (i paesi dell’Est europeo) a ridurre
complessivamente del 5,2 per cento le principali emissioni
antropogeniche di gas serra entro il 2010 e, più
precisamente, nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Il paniere di
gas serra considerato nel Protocollo include sei gas:
l’anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto, i
fluorocarburi idrati, i perfluorocarburi, l’esafloruro di
zolfo.
L’anno di riferimento per la riduzione delle emissioni dei
primi tre gas è il 1990, mentre per i rimanenti tre (che
sono gas lesivi dell’ozono stratosferico e che per altri
aspetti rientrano in un altro protocollo, il Protocollo di Montreal)
è il 1995.
La riduzione complessiva del 5,2 per cento non è uguale per
tutti i paesi. Per i paesi membri dell’Unione europea nel
loro insieme la riduzione dovrà essere pari all’8
per cento, per gli USA al 7 per cento, per il Giappone al 6 per cento.
Il Protocollo di Kyoto entrerà in vigore dopo 90 giorni
dalla ratifica da parte di non meno di 55 paesi parti della Convenzione
quadro sui cambiamenti climatici, compresi i paesi
dell’Annesso I (cioè sostanzialmente i paesi
industrializzati) che siano responsabili nel complesso di almeno il 55
per cento delle emissioni complessive di CO2 relative al 1990.
Le imprese sono destinate a svolgere un ruolo
fondamentale nell'ambito delle strategie di attuazione del Protocollo
di Kyoto Ogni azione intrapresa a livello nazionale per limitare le
emissioni di gas serra non può che coinvolgere in maniera
significativa il mondo delle imprese. A livello italiano, infatti, le
emissioni attribuibili al settore industriale ed energetico
rappresentano circa il 52 % delle emissioni totali. Le emissioni
imputabili ad altri settori, come quello dei trasporti e quello civile,
rappresentano il 33% ed in parte sono legate all'uso dei prodotti
industriali (ad esempio automobili).
Tabella 1. Emissioni settoriali di gas serra al 1990 Settore Mt CO2
Percentuale di emissioni totali
Di conseguenza molte società in tutto
il mondo, nel formulare le loro strategie, iniziano a tenere in
considerazione gli aspetti del cambiamento climatico. Una strategia
formulata permette da una parte di gestire i rischi e minimizzare i
costi di adempimento, dall'altra di sfruttare le opportunità
offerte da un mercato in evoluzione. (fonte: ministero dell'ambiente)