I professionisti del solare termico e fotovoltaico :: IL PROTOCOLLO DI KYOTO
Il protocollo di Kyoto
 
Un mirato utilizzo degli strumenti offerti dal Protocollo può migliorare la redditività di alcuni investimenti e consentire un allargamento del proprio mercato nei paesi emergenti ad alto tasso di sviluppo. L'uso di queste nuove tecnologie  e l'entrata in vigore del conto energia offrono alle aziende l'opportunità di aumentare i ricavi e quindi di migliorare il ritorno degli investimenti.
Le aziende più innovative e dinamiche, inoltre, possono penetrare in mercati tradizionali con nuovi prodotti o addirittura contribuire a creare nuovi mercati grazie ai cambiamenti imposti dalla implementazione del Protocollo di Kyoto. (fonte: ministero dell'ambiente)

Il protocollo di Kioto
Per un futuro sostenibile
L'energia solare è una risorsa pulita e rinnovabile, indispensabile per ogni forma di vita sulla terra. Oggi è possibile anche trasformarla in energia elettrica grazie ad alcuni materiali come il silicio, che, una volta installati in appositi moduli, se colpiti dalla luce solare producono energia elettrica. I pannelli solari così costituiti consentono di ottenere una fonte perpetua di energia, utilizzabile in qualsiasi contesto, dall'illuminazione al riscaldamento.
Da un punto di vista economico essi si rivelano una fonte alternativa assai preziosa, che via via sta trovando rapidamente il favore di consumatori privati, imprese, pubbliche amministrazioni.
Da un punto di vista ambientale gli impianti fotovoltaici riducono la domanda di energia da altre fonti tradizionali, contribuendo sensibilmente alla riduzione dell'inquinamento atmosferico e dell'effetto serra [non vi sono le emissioni di anidride carbonica generate altrimenti dalle centrali termoelettriche).
Da un punto di vista paesaggistico la modularità dei pannelli solari consente di integrare i moduli sulle superfici esistenti delle abitazioni, normalmente sui tetti. L'efficienza tecnologica raggiunte negli ultimi anni, permette di utilizzare moduli dalle dimensioni sempre minori, così che l'impatto ambientale e paesaggistico sia pertanto nullo. Tutti i prodotti Orosolare sono stand alone e non necessitano di scavi, tubi e cavi per gli allacciamenti.

Kyoto
Il protocollo di Kyoto è un atto esecutivo che contiene obiettivi legalmente vincolanti e decisioni sulla attuazione operativa di alcuni degli impegni della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (United Nation Framework Convention on Climate Change) firmato nel dicembre del 1997
a conclusione della terza sessione plenaria della Conferenza delle parti (COP3).

Il Protocollo impegna i paesi industrializzati e quelli a economia in transizione (i paesi dell’Est europeo) a ridurre complessivamente del 5,2 per cento le principali emissioni antropogeniche di gas serra entro il 2010 e, più precisamente, nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Il paniere di gas serra considerato nel Protocollo include sei gas: l’anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto, i fluorocarburi idrati, i perfluorocarburi, l’esafloruro di zolfo.

L’anno di riferimento per la riduzione delle emissioni dei primi tre gas è il 1990, mentre per i rimanenti tre (che sono gas lesivi dell’ozono stratosferico e che per altri aspetti rientrano in un altro protocollo, il Protocollo di Montreal) è il 1995.

La riduzione complessiva del 5,2 per cento non è uguale per tutti i paesi. Per i paesi membri dell’Unione europea nel loro insieme la riduzione dovrà essere pari all’8 per cento, per gli USA al 7 per cento, per il Giappone al 6 per cento. Il Protocollo di Kyoto entrerà in vigore dopo 90 giorni dalla ratifica da parte di non meno di 55 paesi parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, compresi i paesi dell’Annesso I (cioè sostanzialmente i paesi industrializzati) che siano responsabili nel complesso di almeno il 55 per cento delle emissioni complessive di CO2 relative al 1990.

Le imprese sono destinate a svolgere un ruolo fondamentale nell'ambito delle strategie di attuazione del Protocollo di Kyoto Ogni azione intrapresa a livello nazionale per limitare le emissioni di gas serra non può che coinvolgere in maniera significativa il mondo delle imprese. A livello italiano, infatti, le emissioni attribuibili al settore industriale ed energetico rappresentano circa il 52 % delle emissioni totali. Le emissioni imputabili ad altri settori, come quello dei trasporti e quello civile, rappresentano il 33% ed in parte sono legate all'uso dei prodotti industriali (ad esempio automobili).

Tabella 1. Emissioni settoriali di gas serra al 1990 Settore Mt CO2 Percentuale di emissioni totali

Settore Mt CO2 Percentuale di emissioni totali
Energia 145,3 28
Industria 124,2 24
Civile 70,2 13
Agricoltura 51,8 10
Rifiuti 13,7 3
Altro 10 2

Di conseguenza molte società in tutto il mondo, nel formulare le loro strategie, iniziano a tenere in considerazione gli aspetti del cambiamento climatico. Una strategia formulata permette da una parte di gestire i rischi e minimizzare i costi di adempimento, dall'altra di sfruttare le opportunità offerte da un mercato in evoluzione. (fonte: ministero dell'ambiente)


 

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